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Un tour tra le Torri di Avvistamento del Salento

Torre Nasparo a Tiggiano
Redazione Salento Dal Salento 8 Settembre 2016

Percorrendo la costa salentina non è difficile imbattersi in una delle tante Torri di Avvistamento presenti in zona.

In alcuni casi si tratta di costruzioni recentemente ristrutturate e ben visibili, mentre altre sono allo stato di rudere, difficili da scorgere tra la ricca vegetazione della macchia mediterranea.

Breve storia delle Torri di Avvistamento

Le Torri di Avvistamento furono costruite per contrastare le incursioni dei pirati provenienti dall’Arabia settentrionale e dalla Turchia: questi erano mercenari che depredavano i villaggi e i monasteri costieri, spesso inoltrandosi anche all’interno per riuscire ad ottenere un bottino più sostanzioso.

Coloro che presidiavano le strutture avevano il compito di avvertire la popolazione in caso di minaccia e lo facevano tramite segnali di fumo di giorno e segnali di fuoco durante la notte. In quei casi gli abitanti locali potevano rifugiarsi nelle zone più interne o sulle alture, portando con sé tutti gli oggetti di valore che riuscivano a mettere insieme nel poco tempo che avevano a disposizione.

Nel periodo angioino e aragonese furono costruite molte delle torri presenti lungo le coste, mentre un nuovo impulso alla costruzione fu dato nel XVI secolo, con la ripresa della minaccia ottomana, quando furono ordinati nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli ormai diruti.

Le torri più belle del Salento

Percorrendo la litoranea in barca o in macchina ci si imbatte in molteplici strutture possenti e ben conservate, situate in punti dove, con un unico sguardo, si riesce ad abbracciare un ampio tratto di mare.

Quasi ogni spiaggia e promontorio ha la sua torre che, spesso, assume il medesimo nome del luogo: Torre dell’Orso, Torre del Serpe, Torre Chianca a Porto Cesareo e molte altre. Tra le più famose vi sono, invece, quella di Belloluogo di forma cilindrica e posta in una zona particolarmente panoramica, la Specchiola, invece, a base quadrata e quella detta ‘Del Fiume’, in località Marina di Nardò, posta a controllo della via di comunicazione fluviale che collegava la costa all’entroterra.