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Il Frantoio Ipogeo di Gallipoli: un Tesoro nascosto nella Città Bella

Frantoio Ipogeo - Gallipoli
Redazione Salento Dal Salento 27 Settembre 2016

Se vi trovate nel Salento e avete deciso di fare un giro nella splendida Gallipoli, non potete perdere l’occasione di visitare il Frantoio Ipogeo Oleario, sito nel sottosuolo di Palazzo Granafei, in via Antonietta De Pace, nei pressi del Duomo.

Risale al 1600 e rimase attivo fino al 1800: secoli in cui l’economia di Gallipoli si basava principalmente sulla produzione ed esportazione dell’olio lampante che serviva a illuminare parecchie piazze in tutta Europa. Il frantoio di Palazzo Granafei è l’unico dei 35 “trappeti” di Gallipoli ad essere stato ristrutturato e aperto al pubblico dal 2014.

Si articola in 2 sale ottenute dalla roccia scavata, dentro le quali risalta la grande vasca con le macine, che venivano trainate dagli animali (solitamente asini o muli), alcune presse per le olive e vari canali nei quali scorreva l’olio. Inoltre, ci sono le “sciave”, depositi per le olive raccolte e i “fisculi”, sorta di recipienti in pietra in cui si lasciava riposare il composto tratto dalle olive pestate. Un angolo era disposto per la sosta degli operai e dell’asino, nel quale era presente anche un piccolo pozzo di acqua sorgiva.

Generalmente 2 uomini (i “trappitari”) lavoravano ininterrottamente da ottobre a marzo senza mai uscire dal frantoio, rimanendo in quel luogo sotterraneo ad una temperatura costante di 18° C. Le botole, che potrete vedere sul soffitto, erano utilizzate non solo per lo scarico delle olive, ma anche per passare dall’esterno il cibo agli operai.

Dalle viscere di Gallipoli sbucano visioni e narrazioni che ricoprono di ulteriore fascino questa città-gioiello del Salento.